A RIVA DEL GARDA LA FARFALLA MANGIAPALME

KOMPLETT DISINFESTAZIONI PRONTO INTERVENTO

28 ottobre 2019

foto farfalla paysandisia.jpg

A RIVA DEL GARDA è ARRIVATA LA FARFALLA Paysandisia Archon - KOMPLETT DISINFESTAZIONI

 

Quest’estate a luglio ho fatto questi scatti a Riva del Garda, per molti può semplicemente rappresentare un brutto farfallone per niente aggraziato per giunta con un’ala rovinata. In quel momento mi sono tornate in mente le parole di un anziano ingegnere che ho avuto la fortuna di conoscere tanto tempo fa:

“Se di una cosa non ti vuoi preoccupare te ne devi occupare”

Vi posso garantire che la foto rappresenta qualcosa di realmente preoccupante di cui dobbiamo occuparci decisamente in fretta prima che rappresenti un problema dalla difficile soluzione.

Questa farfallona (che ha un’apertura alare che raggiunge tranquillamente gli 8cm) è un esemplare di PAYSANDISIA ARCHON, fin qui niente di strano, il problema è che le larve di quest’insetto sono fitofaghe e si nutrono, crescono e si sviluppano a spese delle palme. Sono originarie del sud-America, dove convivono e competono con una serie di antagonisti, mentre qui da noi è libera di fare le sue cosette, riprodursi, svilupparsi, moltiplicarsi senza antagonisti e quindi in maniera incontrollata (almeno finché ci saranno delle palme). Ebbene sì, si tratta di un alieno, ovvero un animale appartenente ad un altro ecosistema, che quando si inserisce in un ambiente nuovo crea degli scompensi importanti. Per il territorio e l’ambiente Trentino la Paysandisia Archon rappresenta una sgradevole novità.

La Paysandisia ha un ciclo vitale piuttosto lungo, il tutto comincia con un esemplare adulto femmina che depone circa 6 uova sulla parte sommitale delle palme nel periodo estivo; dopo 2 o 3 settimane le uova si schiudono ed escono delle larve biancastre con un potente apparato masticatore decisamente affamate. Queste si nutrono mangiando prima qualche foglia della palma, poi si spostano verso il cuore del cespo fogliare e da lì, sempre tritando tessuti vegetali, si portano all’interno del fusto della sventurata palma. Scendono verticalmente lungo lo stipite finché non terminano il loro sviluppo. A questo punto si impupano in un bozzolo composto di tessuti vegetali erosi, saliva e bave sericee, solitamente alla base della pianta in prossimità della superficie in modo da sfarfallare comodamente una volta completata la metamorfosi.

Il risultato finale è che nel fusto della palma, che vi ricordo non è in grado di cicatrizzare eventuali aperture nel fusto non avendo resina, si trovano dei fori che raggiungono anche il centimetro di diametro, che la percorrono verticalmente all’interno di tutto il fusto. In caso di infestazione di Paysandisia difficilmente avremo la presenza di una sola larva quindi i fori cominciano ad essere numerosi e rappresentano una via d’ingresso per acqua, malattie, marciumi… Ne segue che rapidamente la palma ha difficoltà a svilupparsi, solitamente non produce foglie nuove ed ha un aspetto sempre più deperito.

Nelle immagini allegate possiamo apprezzare il deperimento di una Yucca attaccata al centro da da larve di Paysandisia e marcita, nella seconda immagine possiamo vedere 2 palme a confronto, una sta subendo le conseguenze di un’infestazione di Paysandisia, la seconda non ancora.

Cosa si può fare? CHIAMATE LA SQUADRA PRONTO INTERVENTO DISIFESTAZIONI DI KOMPLETT SERVIZI con sede ad Arco (Tn) al numero 0464/521555.

Innanzitutto cosa si deve fare, in ottemperanza al Decreto del MIPAAF del 07/09/2009 di recepimento della Direttiva 2009/7/CE della Commissione del 10 febbraio 2009, che ha specificatamente inserito il Castnide delle palme (Paysandisia Archon), nell’elenco delle specie invasive da contrastare.

Come fare?

Qui diventa più complicato in quanto approcci con insetticidi risultano poco efficaci in quanto risulta piuttosto difficile e complesso far entrare in contatto i biocidi e le larve all’interno dei tessuti della palma. Ultimamente l’approccio adottato, decisamente interessante, riguarda l’impiego di nematodi entomopatogeni. Questi piccoli esserini, si muovono all’interno della palma cercando attivamente una larva da parassitare e, quando la trovano, la distruggono. Sicuramente questo sistema rappresenta l’alternativa maggiormente efficace sia come approccio curativo che preventivo. Inoltre le palme danneggiate e compromesse vanno distrutte o attraverso combustione oppure triturate in pezzi più piccoli di 2cm.

Il miglior periodo per ottenere un buon risultato nel controllo del Castnide risulta l’autunno, quindi va fatto qualcosa e va fatto subito.

Mi risulta difficile immaginare il paesaggio del Lago di Garda senza palme, infondo danno quel tocco di esotico e di vacanziero che tanto ci fa amare le coste del nostro lago.

Nelle immagini possiamo apprezzare il deperimento di una Yucca attaccata al centro da da larve di Paysandisia e marcita, nella seconda immagine possiamo vedere 2 palme a confronto, una sta subendo le conseguenze di un’infestazione di Paysandisia, la seconda non ancora.

 

Dicono di noi

Tiriamo le somme del nostro lavoro!

Voto medio delle nostre recensioni: 9,7